||||||black meets white||||||

è tornato!
le nuove avventure in pupazz-o-rama di Charlotn heston!
il sempre caro inkiostro mi segnala questo sito in cui un simpatico tizio a chiesto a un sacco di disegnatori un'ilustrazione a tema letterario. Ci sono semplici schizzi, mentre altri sono dei gioiellini, come ad esempio i lilliputziani di Seth Fisher qui sopra (che presto sarà all'opera sui Fantastici Quattro).
andate e cercate i vostri preferiti, tra quelli che sono riuscito a vedere ho apprezzato il Burroughs si Mahfood (che ci starebbe benissimo su una T-shirt), il Thomas Pynchon di James Jean (complimenti per la scelta visto che di Pynchon esiste una sola foto, e ), Alice Munro di Andy Watts (perchè è una deimiei scrittori preferti e ora so come è fatta) e il john Steinback di Scott Morse.

Telephone having an intimate conversation
gli oggetti non avranno più bisogno di noi.
questo e altro sul sito dell'artista (credo) Roger Ibras: self made objects
[particolarmente interessanti i joystick per sveglie]
gosh! il vecio disegna donne che si baciano!!! che artista controverso!
eh eh eh... comunque è in uscita il suo libro per la tunuè. qui un'intervista.
go vecio,go!
Lego avant-garde


Un coppia di artisti dal nome che è tutto un programma (little artists) ha riprodotto coi Lego una ipotetica mostra con il meglio delle opere d'arte contemporanee (che "l'impossibilità dellamorte nella mente dei vivi" di Damien Hirst e "La Ballata di Trotsky’" di Maurizio Cattelan qui copiaincollate).
Tutte le altre opere (e i rispettivi artisti) qui!
Fashion is for comics’ people (?)
L’autunno è arrivato e con lui la vita del fumettaro. L’autunno è una stagione gravida di appuntamenti per l’amante dei fumetti. ( Self comcis sarà a Fumetti in TV l'1e2 ottobre e all'inagurazione del nuovo CFAPaz il 15 e 16 ottobre di sicuro poi il resto si vedrà).
Ma la mondanità ha le sue rigide regole, perché, non scoridamolo, una fiera del fumetto È un evento mondano.
Come vestirsi in modo appropriato durante una affolata convention? Come sentirsi a proprio agio mentre mentre si cercano dei vecchi numeri de “l’Eternauta” o dei “vendicatori della costa ovest”? Come essere stylish mentre si fa visionare un portfolio? Quel’è il look giusto per assistere a un concorso di cosplay mostrando ironico ma non aggressivo distacco?
Ecco a voi un paio di agili consigli.
1- Beauty and fitness
Anche tra i più cinici quadri dirigenziali delle grosse caseeditrici sotto-sotto battono i cuori di ragazzini che si chiudevano in cameretta a leggere Topolino, Tex o un’albo dell’Editrice Squalo. Solo un sentimento irrazionale come l’amore può spingere una persona a infognarsi in uno dei più brevi e male illuminati vicoli cieci dell’industria culturale. Le fiere sono un mondo di appasionati e devoti amanti del più bistratto dei medium.
Da questo presupposto si evince come sia assolutamente de rigueur mostrare sulla propria pelle la consuzione tipica di una love story tormentata, anche solo per non mettere a disagio gli altri.
Quindi:
a) Attenzione al giusto perlage.
Una carnagione alabastrina testimonia la vostra dedizione alla causa della letteratura disegnata. Voi non siete mai stati esposti alla luce diretta del sole perché troppo impegnati a leggere, disegnare, scrivere, letterare, colorare fumetti e questo non vi a fatto guadagnare abbaastanza per avere delle ferie. Se le aveste avute le avreste impiegate per leggervi tutto Breccia, Battaglia e Byrne.
b) Cura il fisique du role.
Il candore della vostra pelle male si abbina a un fisico ateltico e scolpito. Sia che scegliate una dieta ricca di grassi sia che optiate per un digiuno quaresimale l’importante è NON essere in forma. Nel malaugurato caso in cui l’attività fisica vi piaccia potete annulare la vostra prestanza attraverso un’oculata scelta nel abbigliamento (vedi sotto) oppure potente ostentarla in modo aggressivo e artificioso: l’importante è che NON appaia naturale, deve sembrare un po’ una cosa che vi è capitata per sbaglio (“toh, dei bicipiti”).
c) Taglio strategico.
Siete pallidi e fuori forma (perché amate il fumetto non contraccambiati), quindi non potete avere un taglio up-to-date o che richieda più di tre minuti per essere gestito. Potete scegliere quindi tra diverse opzioni:
Per lui: una rasatura (meglio se con un ombra di ricrescita), un taglio da oratorio con riga in parte, capelli abbandonati a loro stessi.
Per lei: taglio da lesbica di dieci anni fa (fosse da lesbica di adesso sarebbe trendy, quindi solo vintage del decennio sbagliato), stile alla gorgone, un “suora laica special”.
La barba e i baffi sono “in” (anche per lei!). Sbizzarritevi in elaborate e imbarazzanti combo baffetti+basettone o optate per un pizzetto intero da matricola di ingegneria. L’importante è che non sia qualcosa di ben fatto (come per i capelli: tre minuti sono più che sufficienti).
d) Non opporre inutile resistenza.
Voi non ci state. Siete contro lo stereotipo del fumettaro un po’ nerd, bianciccio e sfatto. Voi volete far vedere agli editori il vostro fantastico progetto abbronzati, palestrati e con un taglio da urlo.
Voi non ci state. Portate i vostri capelli con la riga in parte e le vostre vene azzurrine in trasparenza con dignità e signorilità, dopotutto siete dei professionisti che non hanno tempo da perdere con i belletti. E di certo non verrete certo confusi con quella manica di sciammanati lettori di Legs.
Non opponete resistenza. E’ inutile. L’aria gravida di umori corporei vaporizzati, il calore sprigionato dai corpi del pubblico, la fatica fisica, lo stess della trasferta renderanno vano ogni vostro sforzo. Dopo un paio d’ore tra gli stand vi ritorverete coperti di sudore (non necesssariamente vostro), con i capelli unti e la pelle ingrigita, ingobbiti e in un leggero stato confusionale. Se la vostra permanenza si prolunga per più giorni avrete anche occhi vitrei, barba male rasata, attacchi di panico, alitosi.
I nerd non esistono: sono creati dalle condizioni climatiche estreme della fiere.
Voi dovete solo prepararvi ad accogliere l’inevitabile mutazione. Sia che decidiate di accogliere consapevolmente sia che opponiate strenua resistenza sappiate che dopo qualche ora in fiera sembrarà che voi, da camera vostra, usciate solo per andare in fumetteria.
per Lei: non abbiate paura degli sguardi languidi e predatori di cui potreste essere oggetto, in realtà non sono maschilistiche occhiate verso una donna oggetto. La maggior parte dei fumettisti ha una stimolante vita sentimental-sessuale o ha trasforamto l’autoerotismo in una sofisticata forma d’arte (come buona parte dei portatori di cromosoma Y, del resto), per cui non preoccupatevi: quella strana luce nei loro occhi è solo una patina natante sviluppata per vedere nitidamente attraverso l’umidità generata dalla traspirazione del pubblico. E quindi scordatevi anche di capire se potete rimorchiare qualcuno.
2- Dress and style
Quali sono gli abiti più cool per coprire il corpo di un vero fumettaro?
a) Parola d’ordine: casual.
Nel senso di casuale, aleatorio, non premeditato.
Fate un mucchio coi i vostri pantaloni, t-shirt, scarpe e calzini. Ora pescate a caso e indossate. Le t-shirt possono essere selezionate e comprendere solo quelle con riferimenti a fuemtti o a gruppi metal (altre scritte non saranno comprese).
Possibili anche camicie ma solo se sembrano rubate a impiegati dell’IBM.
Coprite tutto con un maglioncino di un’altra taglia o, meglio, con una felpa preferibilmente scura con la zip davanti e il cappuccio (un calssico intramontabile).
Sopra indossate un capo in pelle nera: dal giubotto alla Fonzie fino allo spolverino stile Matrix va tutto bene; ma ricordate che più corto e aggressivo sarà più sembrerete promettenti nuovi membri dell’establishment fumettistico.
Se non possedete nulla in pelle potete indossare il cappotto che preferite, basta che sia scomodo e ingombrante.
b) Accessoristica standard.
Nonostante le case di moda si affannino a inventare modelli sempre nuovi di borse per voi esisteranno solo gli zaini Invicta e le cartelline per i disegni. Qualsiasi altra borsa, tracolla, borsetta, pochette deve essere riempita fino ad assomigliare a uno dei due accessori sopra indicati.
Le scapre devono assere comode, comodissime, quasi delle pantofole. O magari proprio delle pantofole, nessuno se ne accorgerà.
c) Devil is in the details: tocchi finali
Se siete disegnatori valorizzate le vostre mani con anelli o bracciali, se siete sceneggiatori sottolineate il vostro sguardo deteriorato dai monitor con degli occhiali. Approfittate di catenine, portachiavi, spillette, per testimoniare che voi avete una vita extra fumettistica.
Ma tanto con quella faccia nessuno vi crederà.
Per lei: oviamente quanto scritto sopra vale anche per le donne. Soprattutto per le donne. Se non lo sapesete a Lucca Comics sequestrano tutte le scapre con tacchi sopra i 3cm. Se dovreste mostrare un portfolio però una scollatura potrebbe essere una scelta oculata, in qualche caso.
3- Esercizi di stile
Non volete adottare un look mainstream? Ecco a voi qualche succosa alternativa per gli indefessamente individualisti.
a) The economist.
Voi siete dei veri professionisti. Voi ci vivete coi soldi dei fumetti, magari anche bene. Si è vero che i fumetti vi piacciono ma non fino al puntodi scordarvi che durante la fiera non siete in gita, siete in viaggio d’affari. Per conferire un’aria seria e professionale al vostro look basterà che rubiate la giacca al controllore di Trenitalia che vi ha obliterato il biglietto all’andata e la indossiate. Nessuno in una fiera dei fumetti sa o ricorda come sia fatta un completo da uomo quindi basta che voi indossiate la refurtiva con spavalderia facendo finta che sia un’Armani. Per rendere ancora il tutto più aggressivo indossa una cravatta, per sdrammatizzare indossa una cravata con su dei pupazzetti.
b) Atomico dandy .
per spiccare tra la massa dei fumettari ortodossi basta poco. Però si corre il rischio di essere scambiato per qualcuno altro: uno che ha sbagliato giorno (“ma non doveva esserci la fiera del mobile?”), un tecnico delle impalcature, un giornalista di TV locale o (orrore!) il parente/amante di un giocatore di ruolo dal vivo. Questo è, ovviamente, intollerabile. Volete o non volete sentirvi parte del pulsante mondo del fumetto?
Se volete risaltare dallo sfondo osate osate osate: gessati, capelli, occhiali di vostra zia, baffetti, velluto a coste, sciarpe, gonne (anche per lui!)… Se riuscite a non farvi scambiare per un cosplayer (vedi sotto) il successo è assicurato.
c) Cosplayer.
Il cosplay è il futuro. Vi farete nuovi amici, la gente si vorrà farfotografe con voi, potrete accecaredei passanti con le sporgenze del vostro vestito. Certo è un po’ scomodo, e un po’ ridicolo. Ma tanto tra dieci anni il cosplay sarà obbligatorio, iniziate ad abituarvi.
d) Fumettista alternativo.
Basta iniziare a bere presto, il resto vien da sé.
e) Signori del metallo.
sembra che ci sia ancora gente che non trova deplorevole ascoltare black/trash/epic metal. Apporfittane per dare un po' aria alla tua t-shirt dei Blind Guardian e non andare dal barbiere per un anno! Penseranno addiruttra che sei virile!
f) Lolita Pop.
Indossa un'outfit oltraggioso e fatti scambiare per una cosplayer (vedi sopra), così la gente non ti darà della "ragazza di facili costumi" come fa di solito quando passi in centro al paese e inoltre potri infilare impunemente i tuoi accessori negli occhi della gente!
g) Cambiare sesso.
that's all folks!
da scuola del fumetto:
Ma a Mabel non ci pensa nessuno?
Dopo aver vinto, l'anno scorso, il premio "strade nuove" al Napoli Comicon, tutti avevano augurato a Mabel Morri un bel volume che raccogliesse le sue storie brevi [ma a parte il volume dle centro fumetto Andrea Pazeinza non se ne èfatto nulla]. Nel frattempo Mabel ha realizzato un mini comic per l'etichetta che gravita sulle spalle di Luca Genovese, la Self Comics. Fino a qui tutto bene, a dispetto dle titolo non è una storia sul fumetto in Italia, bensì una piccola nostalgia adolescenziale raccontata e disegnata magistralmente. In attesa che qualche editore si faccia avanti...
ora, sono contento che a Dario Morgante Mabel piaccia, e che paiccia in generale; e sono contento che questo trafiletto ci descriva quasi come una piccola etichetta che fa 7 pollici di artisti di culto. Però: e io? dove sono io!? Dov'è il mio nome! *sigh* sob! (scusate maogni tanto inciamponellamia autostima).


ehm... scusate il ritardo.
Al Lido di Venezia è andato tutto bene. A parte il fatto che ha piovuto e il banchetto dei fumetti è finito in sala proiezione (e al buio non è che...) e a parte il fatto che Claudio C. riesce a procurarci sempre da bere gratis (per cui non è che ci fossero molte menti lucide dopo le 21.30). Comunque abbiamo evangelizzatoun po' di genti al verbo disegnato e il global village è porprio fico e organizzato (tenendo conto che si trattadi una spiaggia occupata per cui non è che l'acqua calda uno può aspettarsela).
Dal lido poi sono andato a farmi un paio di giorni al mare a Jesolo Beach. Ci sono rimasto un po' più del dovuto. Sì lo so non faccio niente. Sì lo so c'è molto da fare. Tipo scrivere l'inedito per l'antologia. Ci sto dietro da... 3? 4? 5!?! mesi... Sta diventando un incubo. Per ora di certo c'è solo il titolo: Areahjio! Overuduriva.
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