grigio50

||||||black meets white||||||

martedì, 30 novembre 2004

Ghost Hollywood.

Il tandem Daniel Clowes/Terry Zwigoff, già artefice dell'ottimo Ghost World (candidato all'oscar per la sceneggiatura, qualsiasi cosa implichi), ci riprova. Anche questa volta si adattamento da un suo fumetto: "art school confidential". La trama: un aspirante artista fallito sfrutta la celebrità datagli da un'accusa di omicidio infondata per fare colpo sulla ragazza dei suoi sogni (o una cosa così). Star e produttore: John Malkovich ('sti ç^%%|). Uscita americana: inizio 2005. in Italia? mah! Di Ghost World circolavano solo 5 copie...


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Mabel Morri RuleZ

[dopo il post analago dedicato hai F.lli Mattioli, me ne sono trovato uno ad una festa. Sai mai che non funzioni ancora...]

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lunedì, 29 novembre 2004

Leccate di Rospo #2



cosplayer in televisione! Sono un veggente! sono in sintonia con i ggiovani! Qualcuno mi assuma!





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Leccate di Rospo #1

vi prego qualcuno mi dica che è una bufala!



||||||||ganz /// 21:15 /// link /// commenti (8) ///

self comics: nuove uscite
ebbene sì, novità novità novità! Dopo lunga attesa (e a grande richiesta) è on-line Cinderfella, una storia intima, onirica e un po' nonsense (ma soprattutto molto bellina) di Sara Pavan a.k.a. Little Miss NoName. E inoltre il caro Luigi ci ha omaggiato di una deliziosa storiella erotico-metafisca, Erosofia, che era proprio un peccato non mettere on-line (e avrò l'onore di vedere un mio mini-comic disegnato dal lui! devo darmi una mossa e finirlo...).
Leggete e fateci sapere.

 



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sabato, 27 novembre 2004



Fratelli Mattioli RuleZ


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venerdì, 26 novembre 2004

pitter patter goes my heart

ieri: Boken Social Scene al Covo. Io ho sempre avuto problemi con le prime volte, il che è ironico pensando che sono nato in una città dedicata a Giano, dio romano delle porte e degli inizi. Io non ricordo mai di preciso quando ho fatto per la prima volta qualcosa: quand'è stata la prima volta che ho fumato? quand'è stata la prima volta che mi sono vergognato? quando mi sono commosso per la prima volta? non lo so, o meglio, non so se c'è qualcosa che li precede. Di solito devo creare un incipit a posteriori: scegliere, tra molti plausibili, quell'evento che può essere il primo, per importanza, effetto, impatto . Per esempio non ricordo il primo concerto ma ce n'è uno che ha segnato sicuramente un'inizio, che ha preso il posto di quell'evento primigenio che è indimenticabile e rimarra per sempre una pietra di paragone. Come con il primo bacio che per quanto maldestro, brutto e impacciato rimane per sempre il più emozionante, insuperabile. Ma ieri, per un secondo, i borken social scene sono riusciti a superare in intesità quel primo mitico primo concerto. Non ricordavo in quel momento (e neppure ora) un concerto che mi abbia così emozionato. Avevo i brividi e gli occhi lucidi. Il loro disco You Forgot It In People è stato un compagnia costante per tutto quest'anno e parte dell'anno scorso; un disco a cui sono molto legato, che ho consumato e a cui ho rubato un titolo. Dal vivo i pezzi si sono amplificati e intensificati a dismisura. In 9 (a volte 10) sul minuscolo palco del Covo, hanno suonato anche sei chitarre contemporaneamente (e spesso e volentieri erano tutte essenziali), hanno riso e scherzato tra loro e con noi del pubblico, hanno offerto una prova da veri muscisti senza freddezza o spocchia. E poi erano tutti belissimi. E poi, incredibilmente, al Covo si sentiva bene. Forse era solo una congiuntura delle stelle, forse era stare lì con un sacco di amici, non so. Però, per un attimo, mi è sembrato di stare assistendo al mio primo concerto. Un secondo primo bacio.




[ok, questo l'ho pensato a caldo, appena tornato a casa. Scusatemi ma l'inverno imminente mi rende sentimentale. A mente fredda è stato solo un concerto stupendo, con qualche punto basso (il trascinato finale) e vette altissime (il trittico Pacific Theme/Just Like the Sun/Anthem for a Seventeen-Years Girl). Peccato non essere riuscito a fare la groupie...]






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giovedì, 25 novembre 2004

Manifestazioni

Sorprendentemente c'è gente che vuole fare dei self comics. Sul serio. E sono anche degli affermati professionisti. Giuro. E io li voglio. E tanto. Però.

Mi fa un po' strano a dirlo però la self comics ha una linea editoriale. Che è un po' come dire che il bar di fronte a casa mia ha un direttore artistico (e chi ha visto "il rifugio deglio elfi" capirà bene la similitudine).
Mi sento in dovere di dare dai calorosi consigli agli aspiranti e insipiranti autori. (mi sembra di essere in un universo parallelo).

Comunque ci sono un paio di cose che sarebbe meglio NON ci fossero:- Vampiri.
- Killer (soprattutto quelli che vogliono smettere).
- Gente dal passato misterioso (per se stesso o per gli altri).
- Esperimenti segreti del complesso militar-industirale.
- Scienziati che inventano qualcosa di mirabolante.
- Detective duri ma dal cuore tenero (anzi, detective in generale).
- Gente che fa cose normali in modo normale ma è tanto sensibile e poi succede quella cosa insignificante che ti fa cambiare idea sul mondo la vita e tutto.
- i fatti propri raccontati come se fossero i fatti propri.
- il colpo di scena che "ç^%%° sembrava A e invece è B".
- fare il "cortometraggio".
- "è incomprensibile e pure un po' brutto e quindi è arte".

Insomma nulla che abbia a che fare con i generi triti e ritriti (inculdendo in ciò anche il cosidetto minimalismo e la "diaristica").
Insomma non voglio né pseudo-Mainstream, né underground radicale (che non è che siano cose brutte a priori, per carità, però).
Insomma l'idea sarebbe dare spazio alle marginalità (nei temi) e alla specificità (del linguggio), senza scordarsi del caro e vecchio entertainment.


quindi Sì Sì Sì e ancora a:

- Generi: minori, mischiati in modo sconsiderato, inventati, trattati con stili esotici (agiografie sentimentali, peplum minimalista, wuxiapian armeno, piaratesco lesbico-strutturalista, saggi surrealisti, fantascienza posta-atomica a-là-bridgette-jones, giochi tavolo, liste della spesa, etichette dei detersivi etc.)
- uso dello specifico del linguaggio fumettistico (didascalie, effetti sonori, forma delle cornici, baloon di pensiero, sensi di lettura multipli etc. Ehi! il fumetto è l'unico linguaggio con il tempo bidimensionale: vogliamo sfruttare 'sta cosa o no?).
- Rappresentare realtà minori o poco viste (sessualità eterodosse, gruppi entici marginali, realtà linguistiche in disarmo, mutazioni, sottoculture).
- Attingere idee e concetti da tutte le aree dello scibile umano (dalla filologia romanza alla geometria passando dall'uncinetto e dall'atletica leggera).
- intrattenimento e comprensibilità: si può essere profondi e innovativi anche senza ammorbare i lettori.
- Dire qualcosa!

mica uno ci deve mettere tutto, anzi: il cappa e spada psicologico con protagonista un trans lituano cieco, raccontato tutto in splash page palindrome, con doppi sensi sessuali e riferimenti alla chimica del cervello magari è interessante, ma magari anche no.

Però io credo che il bello del fumetto è che ci sono ancora tante cose che non sono dette e tanti modi di dire le cose che non sono ancora stati usati. Proviamo a dire cose nuove in modo nuovo, secondo me si può fare.

morale della favola: Fate un po' quel cavolo che vi pare, basta che siate spavaldi e osiate (almeno un po').

[ok, mi è scappata un po' la mano però più o meno aveta capito il senso, no? E' che gli spiriti di Brton, dei futuristi e di Dario Morgante mi hanno posseduto ed è saltato fuori un manifesto. ]

[mio Dio, sono così spocchioso che mi faccio paura da solo]
























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martedì, 23 novembre 2004

L'america guarda

Arrivano le prime recensione di Awakening:
Genovese is an extremely talented visual storyteller. His work reminds me of Sam Kieth’s on books like Four Women, combining the mundane and the surreal and the horrific.

On the other hand, the art by Luca Genovese is fantastic. I knew right from the first page that this was going to be a stunning book to look at, and it did not disappoint. The detailed backgrounds give a great sense of the environment, the figure work is expressive and well-drawn, and the layouts are dynamic. I've never encountered the work of Genovese before; I believe that this is his first work for an English publication (he's Italian), but hopefully there will be much more.

Genovese's bold, moody art is the book's strong point. His depictions of Grenrock Academy and the nearby town are beautiful, like foundations for landscape paintings. His figures are fluid and full of life, which lends impact to the gruesome murder scenes.

direi che con queste prime recensioni il caro socio non si può lamentare... (le recensioni complete qui qui qui e qui)








||||||||ganz /// 20:48 /// link /// commenti (10) ///

lunedì, 22 novembre 2004

Ask Me
Sabato, al concerto dei Mouse on Mars (bravi loro, eh, bravissimi, però..) ho incontrato Miss G. che mi ha chiesto di consigliarle dei fumetti: ha letto David B. e ne è rimasta entusiata... Tenendo conto di ciò la scelta più ovvia sarebbe indirizzarla su Joann Sfar infatti "Sfar condivide con il suo più noto collega della Association, David B., il gusto per il fantastico e il gusto per il quotidiano. Ma se David B. ama raccontarci un quotidiano pieno di fantastico, la passione di Sfar sembra invertire i poli, ed è il fantastico a riempirsi di quotidiano" e non lo dico io ma lui. Però trovo Sfar un po' troppo "francese" così brillante, leggero, distaccato quasi (si vede che macina centinaia di pagine l'anno e non è che proprio metta l'anima in tutti i progetti...). Comunque è più o meno tutta roba buona.
Io, per gusto personale, ti indirizzrerei più su Adrian Tomine (forse è meglio Summer Blonde piuttosto che Sonnabulo) o ancor meglio Daniel Clowes (in particolare David Boring che è indubbiamente il su capolavoro). Rappresentano bene il filone "minimalista" del fumetto americano underground ma anche il suo tentativo di superarlo. E poi ci aggingerei Jason Lutes e il suo Berlin che trovo monumentale. E visto Che Miss G. è una grande appassionata di Tori Amos direi che è impensabile non spingerla verso qualcosa di Neil Gaiman (io direi di partire con Death: l'alto costo della vita poi Sandman: terre del sogno e Sandman: brevi vite).
Passando al Giappone, imprescindbile Jiro Taniguchi e in particolare L'olmo e altri racconti che, sarà per la presenza di uno sceneggiatore, ma riesce a offrire oltre hai suoi strepitosi disegni, anche delle storie molto emozionanti (al contrario di altri episodi molto rarefatti come l'uomo che cammina o Gourmet). Consigliato anche ai tempi di Bocchan (io sono arrivato solo al volume tre ma l'impressione era ottima). Altro autore di manga molto interessante è Urusawa (20th century boy), però non credo tu riesca a recuperarlo in Sala Borsa. Ah, e ovviamente Hayao Miyazaki e il suo Nausicaa.
Di italiani, a parte Lorenzo Mattotti (dove peschi, peschi bene), così a braccio non mi viene in mente nessuno... certo, Igort, ma non nè sono un grande amante... mi vengono in mente più "nuove leve" come Gipi, Mabel Morri, Ribichini...

In realtà ci sarebbe talmente tanta roba... però come inzio direi che ci possiamo accontentare...





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